Le vie più difficili al mondo: storie, imprese e sfide

Marzo 24, 2025·Curiosità·7 min·

Esplora le vie più difficili e leggendarie dell'arrampicata sportiva e scopri i nomi degli atleti che con forza, tenacia e preparazione hanno contribuito a scrivere una parte della storia di questa affascinante disciplina.

Indice

Alla scoperta delle vie più difficili del mondo

L’arrampicata sportiva è una sfida continua contro i propri limiti fisici e mentali. Nel corso degli anni, gli atleti hanno alzato l’asticella della difficoltà, liberando vie sempre più complesse, che rappresentano veri e propri monumenti della scalata moderna.

Alcune vie sono diventate leggendarie, non solo per il loro grado di difficoltà, ma anche per le storie di determinazione e resistenza che le circondano. Dalle pareti strapiombanti di Flatanger in Norvegia, alle imponenti pareti di granito dello Yosemite – nota soprattutto per le sue vie trad e free climbing – fino alle falesie esotiche dell’Asia e del Sud America, le vie più dure del mondo si trovano in contesti diversi, ma hanno in comune l’essere un banco di prova per le doti tecniche, fisiche e mentali di ogni scalatore.

In questo articolo esploreremo le vie più dure in Europa, Nord America, Sud America e Asia, analizzando dove si trovano, chi le ha liberate e quali sfide rappresentano.

Come si libera una via?

“Liberare una via” significa completare la scalata utilizzando esclusivamente la forza, la tecnica e la strategia, senza impiegare movimenti o posizioni che sfruttino ausili artificiali per la progressione. Le protezioni e l’attrezzatura, in altre parole, sono usate esclusivamente per arrestare eventuali cadute e non per agevolare il movimento verso l’alto.

Nel contesto di una salita, se un climber subisce una caduta che compromette la sequenza di movimenti, l’intero tentativo – o, nel caso delle vie a più tiri, il tiro corrente – viene considerato fallito e va ripetuto dal punto di progressione prestabilito (tipicamente l’ultimo sosta sicura). Solo quando la via viene completata interamente senza “aid” o errori, essa viene definita “liberata”.

Al completamento del primo free ascent, l’arrampicatore propone un grado di difficoltà che, con il passare del tempo, potrà essere confermato o rivisto da altri scalatori che ripeteranno la via, contribuendo così a definire il consenso sulla sua classificazione.

Le vie più difficili al mondo e dove si trovano

Europa: la culla dell’arrampicata sportiva

L’Europa è stata il terreno di nascita e di sviluppo di molte vie storiche dell’arrampicata sportiva, grazie alle sue falesie leggendarie e alla varietà di roccia (calcare, granito e marmo) che ha ispirato molti free ascents memorabili.

  • “Silence” (9c) – Flatanger, Norvegia
    Primo libero: Adam Ondra (2017)
    Descrizione: La prima via a essere gradata 9c nella storia dell’arrampicata, caratterizzata da movimenti estremi e da sequenze tecniche molto impegnative, tra cui alcune sequenze con incastri particolari, come quello con il ginocchio. 
  • “Perfecto Mundo” (9b+) – Margalef, Spagna
    Primo libero: Alexander Megos (2018)
    Ripetuta da: Stefano Ghisolfi, Jakob Schubert
    Descrizione: Un’ascensione su calcare a tratti sporgenti e in strapiombo, che richiede prese microscopiche e movimenti esplosivi. La sua caratteristica principale è la resistenza richiesta in una fessura molto sottile. 
  • “Bibliographie” (9b+) – Céüse, Francia
    Primo libero: Alexander Megos (2020)
    Ripetuta da: Stefano Ghisolfi, Sean Bailey
    Descrizione: Una via lunga e tecnica su calcare, che mette alla prova la resistenza e l’approccio tattico degli scalatori grazie a un susseguirsi di movimenti sostenuti. 
  • “La Dura Dura” (9b+) – Oliana, Spagna
    Primo libero: Adam Ondra (2013)
    Descrizione: Un’icona dell’arrampicata sportiva, nota per il suo livello tecnico elevato e per la storia che ha segnato la sua prima salita, contribuendo a ridefinire gli standard di difficoltà in Spagna. 
  • “Biographie” (9a+) – Céüse, Francia
    Primo libero: Chris Sharma (2001)
    Descrizione: Spesso citata come una pietra miliare, “Biographie” è considerata tra le prime vie 9a+ al mondo e ha avuto un ruolo fondamentale nell’evoluzione dell’arrampicata sportiva.

Adam Ondra libera la via “Silencio”, difficoltà 9c. fonte immagine

Nord America: il regno del big wall e del boulder estremo

Gli Stati Uniti vantano una straordinaria varietà di climi e formazioni rocciose. Sebbene siano famosi per le imponenti big wall (come quelle di Yosemite) e per il boulder di livello mondiale, ospitano anche vie sportive estremamente impegnative. È importante notare che il sistema di gradazione qui è tradizionalmente diverso (YDS) rispetto al sistema francese, ma per coerenza molti percorsi sono riportati in equivalenti francesi.

  • “Dawn Wall” (9a – conversione approssimativa) – El Capitan, Yosemite, USA
    Primo libero: Tommy Caldwell & Kevin Jorgeson (2015)
    Descrizione: Una via lunga (circa 900 metri) e iconica di Yosemite, famosa per la sua continuità e l’enorme impegno mentale richiesto; sebbene non venga tradizionalmente valutata con la scala francese, alcuni ne fanno una conversione approssimativa a 9a.
  • “Jumbo Love” (9b – conversione approssimativa) – Clark Mountain, USA
    Primo libero: Chris Sharma (2008)
    Descrizione: Una delle prime vie ad essere riconosciute al livello 9b (convertito dalla scala YDS 5.15b), caratterizzata da resistenza estrema e passaggi su calcare particolarmente tecnici.
  • “Bone Tomahawk” (9a+) – Moab, USA
    Primo libero: Ethan Pringle (2015)
    Descrizione: Una via su arenaria che offre passaggi tecnici e incastri precisi; il percorso richiede una combinazione di tecnica e gestione attenta della fatica, con una gradazione convertita intorno al 9a+.
  • “Flex Luthor” (9a+) – Colorado, USA
    Primo libero: Tommy Caldwell (2003)
    Descrizione: Una delle prime vie di questa difficoltà negli Stati Uniti, nota per i suoi passaggi impegnativi e la lunga durata, che hanno contribuito a definire nuovi standard per l’arrampicata sportiva nel paese.

Sud America: un continente in crescita per il climbing estremo

L’arrampicata in Sud America sta vivendo una fase di forte sviluppo, con linee impegnative su diverse tipologie di roccia, quali granito, ignimbrite e basalto.

  • “Corazón de Ensueño” (9a) – Piedra Parada, Argentina
    Primo libero: Felipe Camargo (2017)
    Descrizione: Una via tecnica realizzata su ignimbrite vulcanica, caratterizzata da sezioni in sporgente e un’elevata resistenza fisica, che richiede precisione e capacità di adattamento alle irregolarità della roccia.
  • “Espacio Tiempo” (8c+) – Cochamó, Cile
    Primo libero: Alex Honnold
    Descrizione: Un percorso multipitch su granito, spesso paragonato a Yosemite per il suo stile tecnico e la difficoltà sostenuta; una sfida che unisce tecnica e resistenza lungo più tiri.

Asia: falesie in espansione e vie sempre più dure

Il continente asiatico ha assistito a un vero boom nell’arrampicata sportiva, grazie a falesie spettacolari caratterizzate da formazioni in calcare e granito di qualità eccezionale.

  • “China Climb” (9b) – Getu, Cina
    Primo libero: Chris Sharma (2011)
    Descrizione: Una via strapiombante situata in una gigantesca grotta, che propone sezioni di resistenza pura su tufas, offrendo un mix di tecnicità e fisicità che mette a dura prova gli scalatori. 
  • “Soul Mate” (9a+) – Monte Mizugaki, Giappone
    Primo libero: Sachi Amma (2018)
    Descrizione: Scalata su granito caratterizzata da movimenti precisi e tratti di fessurazione, che riflettono la tradizione giapponese nel free climbing e la ricerca continua di vie sempre più tecniche.

Gradi di difficoltà e fattori determinanti

I gradi di difficoltà nell’arrampicata variano in base ai sistemi utilizzati. Il sistema francese è uno dei più comuni e utilizza numeri e lettere (es. 9a, 9b, 9c), crescendo con l’aumentare della difficoltà. Il sistema UIAA, invece, è più diffuso in Germania e nei Paesi alpini, con una scala numerica crescente (es. VII, VIII, IX). Negli Stati Uniti si adotta spesso il sistema di Yosemite Decimal System, noto come YDS, che misura la difficoltà con numeri decimali (es. 5.12, 5.15).
La difficoltà di una via dipende da vari fattori. La tipologia di roccia può influenzare la scalata: calcare, granito o arenaria richiedono approcci tecnici diversi. I movimenti molto tecnici, spesso estremamente dinamici o di precisione millimetrica, mettono alla prova le abilità motorie degli scalatori.

Alexander Megos libera la via “Perfecto Mundo”, difficoltà 9b+. fonte immagine

Preparazione fisica e mentale per le vie estreme

Per affrontare queste vie, gli scalatori devono prepararsi su più fronti:

Forza e resistenza – Sessioni dedicate su fingerboard, trazioni, e allenamenti specifici per migliorare la forza nelle dita e la capacità aerobica, fondamentali per salite prolungate.

Tecnica avanzata – Studio e messa a punto dei movimenti su prese minuscole e incastri complessi, con esercizi mirati alla coordinazione e al posizionamento del corpo.

Preparazione mentale – Tecniche per la gestione dello stress e della paura di cadere, inclusa la visualizzazione del percorso e la concentrazione sui movimenti.

Adattamento ambientale – Allenamenti specifici per abituarsi a condizioni variabili come freddo, vento e umidità, riproducendo in parte l’ambiente reale di una via estesa.

Nuove vie, nuove sfide: il Climbing come evoluzione continua

Le vie più difficili del mondo non rappresentano solo sfide atletiche, ma vere e proprie imprese che raccontano l’evoluzione dell’arrampicata. Dai big wall dello Yosemite alle falesie di Flatanger e Margalef, ogni salita segna un nuovo capitolo nel percorso del climbing moderno, spingendo gli scalatori a superare i propri limiti fisici e mentali. Quale sarà la prossima grande via a essere liberata?

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